Immigrati: ritorno a casa da imprenditori per lo sviluppo della propria terra
Sabato 17 Settembre 2011 07:39

Lamine Thiore, immigrato senegalese in Italia da 11 anni, ha deciso di rientrare in patria per dare avvio ad una attività imprenditoriale. Grazie alla collaborazione con Davide Tocchetto, agronomo docente presso l’Istituto Agrario “Sartor” di Castelfranco, è nato il progetto “Retour à la terre”, “Ritorno alla terra”.

 

Questo progetto ha insegnato a Lamine a strutturare un’azienda agricola per la produzione di ortaggi e la loro commercializzazione nei principali mercati di Dakar, di Thies e delle aree abitate interne del Senegal.

Sono stati coinvolti e hanno partecipato con grande interesse anche gli studenti dell’Istituto Agrario che hanno approfondito alcune questioni relativamente alla scelta delle colture in base alla loro redditività e alle esigenze agronomiche e di coltivazione. 

Dal 13 al 20 Agosto 2011 Lamine e il dr. Tocchetto hanno svolto un viaggio di approfondimento in Senegal per valutare la fattibilità tecnico-agronomica del progetto. La visita ha interessato anche il mercato orticolo di Dakar dove si sono svolti degli incontri con gli intermediari che acquistano gli ortaggi e gestiscono gli acquisti all’ingrosso.

Il sopralluogo in loco ha raggiunto gli obietti prefissi in maniera soddisfacente, valutando positivamente l’idoneità dei terreni e la dotazione idrica degli stessi. 

Il progetto rientra nelle direttive generali individuate dal Governo Senegalese per il miglioramento e la modernizzazione del settore agricolo, per incoraggiare la progettazione di attività lavorative che permettano di rimanere o di rientrare in patria, per la lotta contro l’esodo rurale, la povertà e l’emigrazione clandestina. 

L’ iniziativa ha avuto da subito l’appoggio del Coordinamento del Volontariato della Castellana che ha proposto il progetto al Centro di Servizio per il Volontariato della Provincia di Treviso. E’ ad essi infatti che si è rivolto inizialmente Lamine ed ha subito trovato supporto, indicazioni significative ed un primo finanziamento per una valutazione della fattibilità del progetto. Hanno avuto un ruolo di unione e di coordinamento la Prof. Donata Sartor, insegnante presso l’Istituto Agrario e il Coordinamento del Volontariato che ha attivo il progetto “Diamoci una mano “ con una parte specifica alla formazione per attivare Orti Civici di Pace , rivolto a tutta la cittadinanza.

L’azione successiva sarà l’individuazione di un apposito strumento finanziario per strutturare l’azienda agricola e la commercializzazione dei prodotti in Senegal. Ciò darà risvolto pratico a questa iniziativa e la possibilità a Lamine di rientrare in patria e coinvolgere altri connazionali.

Altri immigrati stanno maturando l’idea di rientrare. L’auspicio è che imitino l’intraprendenza di Lamine per valorizzare il loro paese di origine, individuando opportunità di sviluppo a partire dalle esigenze/risorse locali e facendo tesoro sia dell’esperienza maturata in Italia che della consulenza tecnico-scientifica che qui possono avere .