Diamoci una mano


Diamoci una mano
Domenica 23 Gennaio 2011 09:56

“Gli emarginati non sono la parte malata di una società , ma il prodotto di una società malata” Gruppo Abele

Compito del volontariato è contribuire a cambiare la società essendo portatore di una cultura di giustizia, di convivenza pacifica, di solidarietà,di sobrietà di stile di vita, anticipatore di risposte a bisogni emergenti, che può,  ma…….. “…..rifiuta il ruolo di riparatore di guai altrui” (Maria Eletta Martini)

 

Il progetto nasce per rispondere ai bisogni emergenti nel territorio e da una donazione da parte dei Club Lyons, Rotary e Panathlon da destinare a questi scopi. Durante il corso di formazione svoltosi a giugno e promosso dal Coordinamento del Volontariato , 40 persone di associazioni di volontariato, studenti, insegnanti,mediatori culturali,  si sono confrontati ed hanno sperimentato un percorso di accompagnamento ad una progettazione partecipata, inerente in particolare, ai temi della povertà e all’emarginazione sociale.

L’attenzione si è incentrata sia sull’impoverimento economico, sia sul pericolo di un generale impoverimento sociale  e culturale.

Si sono formati dei gruppi di discussione su alcune tematiche che corrispondevano ai principali bisogni sottolineati dai convenuti.

Questi alcuni dei temi da essi stessi proposti:

  • Povertà, dignità, diritti umani,integrazione (2010 anno della povertà EU)
  • I mezzi e i modi per andare contro l’inversione della povertà
  • Abbiamo paura di diventare più poveri?
  • Essere poveri : cosa fare?
  • Come agire di fronte al problema povertà

Queste tematiche sono state affrontate e sviscerate sotto diverse angolazioni e punti di vista, nel tentativo di raggiungere una maggiore conoscenza delle risorse presenti (sia pubbliche che del privato sociale) per una lettura critica delle azioni che ognuno compie e realizza.

Comune la necessità di non diventare poveri di speranza e di coraggio, di non impoverire anche il tempo “libero” sia per motivi strutturali (perdita del lavoro ad es) che per isolamento volontario, di tentare di modificare la struttura che ha prodotto “fabbriche di povertà” (Don Oreste Benzi),  di lavorare anche sulle povertà di tipo culturale e informativo. Le attività proposte saranno rivolte a tutte le fasce di età essendo la problematica trasversale nelle relazioni.

Il presente progetto è il risultato di quanto emerso dai tavoli di progettazione, dalle priorità individuate nei diversi incontri di programmazione e confronto.

Prevede la strutturazione di alcuni percorsi progettuali in un'ottica condivisa di sviluppo di sinergie locali e di lavori di rete.

Queste le attività proposte

Avviare un’attività di indagine e ricerca nel nostro territorio locale avente come obiettivo la migliore individuazione di azioni concrete di solidarietà, attraverso indagine di tipo sociologico ristretta al locale e in tempi rapidi, mentre per le scuole attraverso le interviste.

GIORNATA DEL VOLONTARIATO

- Incontro di riflessione e approfondimento con i responsabili della Fondazione Zancan  

Prof. Vecchiato Fondazione Zancan

Affiancheremo una  riflessione sul tema della paura legato alla povertà.

OSSERVATORIO “IL FARO”

Un Osservatorio per comprendere e agire

Avviare una indagine circoscritta dei bisogni presenti nel nostro territorio e che in tempi rapidi ci dia uno sguardo sulla realtà problematica presente da cui iniziare a comprende la dimensione.

Incontro pubblico per una presa atto dei dati rilevati e organizzare azioni condivise con i diversi attori sociali e responsabili nel territorio.

DOMENICA IN PIAZZA GIORGIONE

I volontari singoli e associati presentano alla cittadinanza le attività che prestano sul nostro territorio. Pratiche sia di solidarietà , di trasmissione di saperi e buone pratiche per uno stile di vita eco-sostenibile.

Saranno poroposte:

Scuole primarie:

“SCAMBIARE PER NON SPRECARE”

“IL MIO E IL TUO, E’ NOSTRO”

“UNO SGUARDO SULLA REALTA’ PER UN’AZIONE CONSAPEVOLE”

-         Educare a consumi consapevoli e responsabili e confronti interculturali nella scuola e nel contesto sociale. Baratto, scambiare  e non sprecare, raccolta cibo,….Incontro di piazza tra bambini, giovani volontariato e cittadinanza.

DOMENICA CHE FAI?

Domeniche assime per ragzze-i dlle scuole medie con attivtià ricreative….

“INFILA-PERLE”

“Perle” sono le persone che si occupano e preoccupano per la comunità.

La nostra “collana” si formerà con  percorsi di formazione – informazione e sensibilizzazione sulle tematiche emerse  e richieste dai quartieri interessati al progetto, e dai diversi gruppi con incontri di base per una conoscenza e confronto con altre realtà attive sul territorio con le associazioni , gruppi informali, cittadini impegnati, enti,…..che racconteranno le loro azioni e il senso che le accompagna per una comunità “educante” e inter-agente.

Incontri sul territorio , nei quartieri, e valorizzazione esperienze di singole persone come i , G.A.S.,  Pace e Sviluppo, , Recupero materiaili di scarto e loro valorizzazione, Cucina povera ma ricca ricette “straordinarie”, Educazione ai consumi , bollette, assicurazioni, mutui bancari, indebitamento, spese varie, …

OCCHIO CHE VEDE E CUORE CHE DUOLE, ma…si ribella!

-         Rassegna di film a valenza sociale di sensibilizzazione e approfondimento sul tema delle nuove povertà rivolto alle scuole e alla cittadinanza per una lettura critica e per trovare modalità di trasformazione delle problematiche attraverso un dibattito.

ORTI CIVICI DI PACE

-         Individuazione di aree da destinare alla creazione di orti da affidare in gestione a persone in difficoltà (perdita del lavoro, segnalazioni sociali,…) e anche a cittadini volenterosi , per una nuova cultura del territorio e della “contadinanza”,  per la valorizzazione del lavoro e della socialità.

-         OSSERVATORIO

-         Raccolta dati disoccupati, senza casa, persone in difficoltà,…….e condivisione in plenaria dei dati riguardanti la castellana con le istituzioni del territorio. Saranno invitati amministratoti, sindacati, artigiani, …………………….

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Per tentare di ri-connettere i fili del legame sociale forse si deve partire dalla  suggestione proveniente da  quella che Gramsci definiva «una rivoluzione morale» , che è intima e personale per prima , abbiamo appreso che :” le transizioni forti avvengono in maniera molecolare, per piccoli gruppi. Cenobi, comunità”. (Pietro Barcellona)

Castelfranco è una comunità di persone. Se ognuna di queste cooperasse a far  nascere forme di vita e di lavoro diverse, questa sì che sarebbe una rivoluzione  che da un giorno all’altro cambierebbe i connotati di un tipo di potere economico e provocherebbe  un progressivo sgretolarsi dell’ideologia del potere che penetra nei nostri comportamenti.

. Tante buone pratiche diffuse, esemplari. Il futuro dipende da tutti e da ciascuno.