Altri progetti


Progetto "Matite Colorate"
Martedì 21 Febbraio 2017 11:59

A Castelfranco non c'è un'associazione che si occupi dei minori in età scolare in difficoltà sociale o familiare che frequentano la scuola primaria.

L'esigenza di essere vicini a questi bambini è stata esternata da parte del Coordinamento del Volontariato della Castellana all'Assesore ai Servizi Sociali prof.ssa Sandra Piva, che prontamente ha condiviso il pensiero.

Insieme ad alcune studentesse e studenti degli istituti superiori, il CVC ha creato un ambiente informale, dove i bambini potessero trascorrere i pomeriggi in serenità e allo stesso tempo fossero accompagnati nei loro bisogni relazionali e nel sosteno per i compiti loro assegnati, al fine di aiutarli ad aumentare la loro autostima, trovare la propria autonmia e sicurezza.

Il 29 marzo è stata organizzata una gita a Venezia al museo di Storia Naturale: è stata un'esperienza importante per molti bambini, alcuni dei quali non avevano mai preso il treno o visitato un museo.

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Fili di Memoria e di Sogni
Mercoledì 29 Maggio 2013 15:23

 

FILI DI MEMORIA E DI SOGNI

VOCI DI DONNE IN FESTA

LA STANZA DEL PANE

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AL CENTRO DUE MULINI DEL QUARTIERE RISORGIMENTO

Domenica 14 aprile dalle ore 15 alle ore 18, si è svolta la giornata conclusiva del progetto Fili di Memoria e di Sogni.

Il Progetto era  proposto già dal 2010 dalla signora Carla Turcato presidente del Coordinamento del Volontariato della Castellana e dall’Associazione don Aldo Cagnin;

è stato attuato nel 2012, finanziato dal Centro di Servizio per il Volontariato di Treviso, patrocinato dal Centro del Volontariato Castellano, dalla Caritas, dal CTP.

E’ stato svolto da alcuni studenti tutor ed insegnanti della Rete stranieri Melting Pot della scuola superiore di Castelfranco Veneto, dall’Associazione Alter-Nativi, con il contributo della Rete stranieri Identità plurime della scuola primaria di Castelfranco Veneto.

Il Progetto Fili di Memoria e di Sogni è stato un importante strumento di attivazione e creazione di una rete nel territorio locale tra associazioni e scuola. La collaborazione dei diversi attori è stata primordiale per l’effettiva azione di tutti gli ‘step’ che sono stati necessari, dal corso di  formazione alla festa conclusiva.

La serena giornata è stata di buon auspicio.

Tante persone hanno partecipato alla manifestazione,  l’auditorium del Centro Due Mulini era al completo.

Sono intervenuti per il Direttivo del Coordinamento della Castellana, il signor Danilo Prior e per l’Associazione don Aldo Cagnin, il signor Flavio Zanchetta che hanno ringraziato tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione del progetto, in particolar modo gli studenti tutor della rete stranieri Melting Pot delle scuole superiori.

Una di loro, infatti, ha condotto con disinvoltura il programma del pomeriggio.

Gli spettatori hanno seguito con interesse la presentazione da parte della dott,ssa Gisèle Ribeiro che ha collaborato  al progetto.

Il progetto Fili di Memoria e di Sogni sottolinea l’importanza “dell’identità e della memoria” per le donne immigrate,  come queste memorie possono fare riflettere i ragazzi della seconda generazione e i ragazzi italiani sulla costruzione della propria storia di vita e dell’identità.

Come costruire, ricostruire, ritrovare la propria identità “sfaccettata” recuperando le proprie radici?

Gli obiettivi del progetto sono molteplici:

  • Condividere e Valorizzare le culture differenti come apporto di ricchezza e di novità.
  • Riconoscere l’Identità, le diverse pluralità di soggetti, come ricchezza umana.
  • Rafforzare nei giovani la memoria storica come principale risorsa per la costruzione della propra identità.
  • Non avere paura di "sognare" un futuro conviviale con le differenti culture presenti.

Si è scelto di svolgere le interviste un sabato di novembre 2012, presso l’Istituto Martini. Nella giornata di incontro e interviste con le donne immigrate, sono state presenti sette donne  delle seguenti nazionalità: rumena, moldava, marocchina, albanese e cinese. Per raccogliere le interviste, sono stati presenti nove studenti tutor, che hanno partecipato totalmente al corso di formazione.

La intervista narrativa (o autobiografica) è stata scelta come strumento metodologico di ricerca e di “relazione” tra gli studenti tutor e le donne immigrate. Nel corso formativo, rivolto agli studenti tutor e svoltosi presso l’Istituto Martini, si è cercato di presentare questo strumento come una possibilità di conoscenza e di risorsa per la costruzione della propria identità, attraverso il racconto di vita di un’altra persona.

“Ci sono dei momenti in cui quello che dice l’interlocutore si collega profondamente con qualche parte della nostra esperienza. Questo trasferimento dell’esperienza vissuta da un altro alla nostra esperienza è uno dei modi più nitidi con cui possiamo capire meglio noi stessi.” (Robert Atkinson)

Anche se le intervistate non erano le loro mamme, hanno comunque sentito di poter prendere il testimone nel senso di una valorizzazione dell'esperienza di migrazione negli aspetti di progettualità, realizzazione di aspettative e messa a prova del coraggio e della determinazione.

Raccontarsi ha rappresentato un momento qualificante di questo progetto perché permette alle intervistate l’affermazione della propria soggettività, una riflessione sulla propria esperienza e nello stesso tempo è stata un’occasione d’incontro, un momento di intensità emotiva.

Si è rivelato inoltre un modo per leggere non solo la soggettività delle donne, ma anche aspetti della nostra società, delle sue strutture, del nostro tempo storico e della nostra cultura.

Alcune studentesse tutor, preparate da un’insegnante, si sono alternate nella lettura di alcuni passi significativi delle interviste.

E’ stato un momento importante ascoltare i brani tratti dalle interviste, emotivamente molto intenso.

La recitazione eseguita con professionalità e con il cuore, ha coinvolto commovendo i presenti che hanno potuto cogliere le speranze, le aspettative, i timori, la determinazione, le emozioni, la dignità, la consapevolezza delle donne intervistate.

E’ seguito un intervallo musicale, due studenti hanno eseguito alcuni brani con la viola e la chitarra.

Gli spettatori sono stati invitati ad un momento di convivialità nella stanza del pane, addobbata con illustrazioni, poesie, proverbi, nomi per accompagnare in un viaggio virtuale del pane nel mondo.

Il pane costituisce la base dell'alimentazione umana nella maggior parte dei paesi del mondo.

Un pezzo di pane: l’elemento più semplice, più carico di significato della nostra esistenza.

Ci accompagna nella quotidianità da millenni segnando i cicli delle stagioni, degli affetti, della religiosità, simbolo di nutrimento culturale e spirituale come di sicurezza e benessere.

Nelle parole accompagnare, compagno troviamo dal latino “cum pane”, che condivide lo stesso pane

Quella del pane è una grande storia dell'umanità, ricca di sapienza e di poesia, d'arte e di fede.

Dal giorno lontano in cui i nostri antenati si stupirono per la simmetria dei chicchi sulla spiga, fino a oggi, quando moltissimi uomini ancora soffrono la fame e sognano il pane, mentre altri lo consumano e lo sprecano.

Molte persone hanno portato vari tipi di pane, molti di questi son stati preparati in casa.

Sul lungo tavolo si sono ammirati tanti pani, ognuno con il suo nome, il kulaç dell’Albania, il khobz, il beghir, il msemmen dal Marocco, il cozonac dalla Romania, il bretzel dalla Germania, il pane di Natale dall’Austria, la challà-pane del sabato, le “veneziane”, il pane cotto nel forno a legna, di segale, al sesamo, pani tipici come quello di Chioggia, dalla Campania.

Si è bevuto il tradizionale tè alla menta, marocchino, portato da una signora in un elegante servizio.

I profumi del pane hanno creato un’atmosfera di accoglienza, di dialogo, di curiosità.

Chi voglia conoscere un popolo deve conoscerne il pane, specchio di cultura.

Il pane lega uomini di paesi, lingue culture differenti: è più antico della scrittura, nasce dalla pietra e dalla cenere ed è intimamente legato all'uomo.

Sono stati spezzati assieme tanti tipi di “pane”, con la speranza, espressa da tanti partecipanti, che ci sia la volontà di creare altre occasioni di incontro.

Per essere pane c’è un lungo percorso, così nella vita per essere “cittadinanza”.

E’ un percorso di gesti, di mani che si incontrano, mani che si fidano e si affidano.

“L’accoglienza” non è solo un gesto di cortesia, ma deve essere una strada percorribile in questo periodo per inaugurare una cittadinanza differente.

Lo scambio dei diversi pani sui tavoli è stata anche l’occasione per intravedere i colori di una primavera, non solo metereologica, ogni giorno, attendendo pazientemente che quel "pane di cambiamento" lieviti lentamente.

Lionella Livieri

 
2012: Anno europeo dell'invecchiamento attivo e della solidarietà tra le generazioni
Domenica 13 Maggio 2012 18:51

BlobServletL'Anno europeo mira a sensibilizzare l'opinione pubblica al contributo che le persone anziane possono dare alla società. Si propone di incoraggiare e sollecitare i responsabili politici e le parti interessate a intraprendere, a ogni livello, azioni volte a migliorare le possibilità di invecchiare restando attivi e a potenziare la solidarietà tra le generazioni.

Cosa s'intende per invecchiamento attivo?

Invecchiamento attivo significa invecchiare in buona salute, partecipare appieno alla vita della collettività e sentirsi più realizzati nel lavoro, in poche parole vuol dire essere più autonomi nel quotidiano e più impegnati nella società. Qualsiasi sia la nostra età, possiamo svolgere un ruolo attivo nella società e beneficiare di una migliore qualità di vita. L'obiettivo è quello di trarre il massimo vantaggio dalle enormi potenzialità di cui continuiamo a disporre anche se siamo avanti con gli anni. Per questo, l'Anno europeo 2012 promuove l'invecchiamento attivo in tre settori:

Occupazione – con il crescere dell'aspettativa di vita in tutta Europa, cresce anche l'età pensionabile. Purtroppo sono in molti a temere di non riuscire a conservare la loro attuale occupazione o a trovare un nuovo impiego fino al momento di aver maturato una pensione dignitosa. È pertanto nostro dovere offrire ai lavoratori anziani migliori opportunità nel mercato del lavoro.

Partecipazione alla vita sociale – andare in pensione non vuol dire diventare inattivi. Spesso non si tiene conto del prezioso contributo dato dalle persone della terza età, che prestano assistenza a chi ne ha bisogno, occupandosi dei familiari (genitori, consorte e nipoti) o facendo opera di volontariato. L'Anno europeo intende dare risalto alla ricchezza sociale rappresentata dalle persone anziane, a cui si rivolgono le iniziative del 2012 concepite per offrire loro condizioni di vita più gratificanti.

Autonomia – che la nostra salute peggiori con l'avanzare dell'età è un fatto. Disponiamo però di molte risorse per rallentare questo fenomeno naturale, e possiamo garantire un ambiente più sereno alle persone che soffrono di problemi di salute o di disabilità. Invecchiare attivamente vuol dire anche darci la possibilità di conservare il controllo della nostra vita il più a lungo possibile.

Finanziamenti dell'UE

Come promuovere l'invecchiamento attivo in Europa - Il sostegno dell'UE agli interlocutori locali e regionali

Fatti e cifre

Eurobarometro - Indagine specifica sull'invecchiamento attivo

Eurostat - Un ritratto statistico dell'UE 2012: invecchiamento attivo e solidarietà tra le generazioni

 
Noi partecipiamo a "Pane e Tulipani"
Domenica 27 Novembre 2011 17:52

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Pane e tulipani è una raccolta di generi di prima necessità per persone in difficoltà che ti chiede qualcosa in più di una donazione e ti restituisce molto di più di un semplice grazie.

L'idea
I fenomeni di povertà e disagio economico – evidenti o nascosti, dichiarati o taciuti – sono sempre più diffusi nella nostra provincia. Non riguardano più soltanto famiglie straniere o situazioni di marginalità estrema. Colpiscono ovunque: sono la conseguenza della perdita del lavoro o della difficoltà di trovarne uno, di una malattia, di una separazione o del venir meno dei legami familiari... Circostanze nelle quali ciascuno di noi può trovarsi, da un giorno all'altro. È importante dare una risposta concreta a questi fenomeni, e Pane e tulipani lo fa, promuovendo una raccolta di generi di prima necessità lunga un anno. Ma la scelta di lavorare con bambini e ragazzi, attraverso la scuola e con l'apporto dell'Unicef, nasconde un obiettivo più ampio: quello di costruire consapevolezza sul disagio economico e sociale delle famiglie, di parlare di povertà senza che sia un tabù, di far capire che il nostro benessere non è poi così scontato. Perché soltanto da questa consapevolezza può germogliare una solidarietà autentica, che non si esaurisce nel semplice gesto del dono ma si completa nella relazione con l'altro.

Come funziona?
Pane e tulipani è una raccolta di generi di prima necessità che si svolgerà, durante l'anno scolastico 2011/2012, in tutte le scuole della provincia di Treviso – elementari, medie, superiori – che vorranno partecipare. Ciascuna scuola sarà libera di scegliere un mese in cui concentrare la raccolta e una realtà associativa, tra quelle impegnate sul fronte della povertà e aderenti al progetto, cui destinare i generi raccolti. A sua volta l'associazione potrà proporre alla scuola interventi e brevi percorsi informativi sui temi della marginalità sociale e del disagio economico, aprendo così una finestra sulla realtà del nostro territorio, sulle trasformazioni in corso e sulle azioni che insieme possiamo fare per contrastarle.

Attraverso questa pagina e il nostro profilo di Facebook, cercheremo di aggiornare in tempo reale sulle singole iniziative di raccolta da parte delle diverse scuole e sulla distribuzione da parte delle associazioni. Non tanto, e non solo, per render conto di quel che si fa, quanto piuttosto per dare evidenza alla nascita di una rete di solidarietà che intreccia e coinvolge ragazzi, famiglie e associazioni in tutta la provincia.

Chi coinvolge?
Pane e Tulipani è promosso dal Coordinamento delle associazioni di volontariato della provincia di Treviso e dall'Ufficio Scolastico Territoriale XI, in collaborazione con l'Unicef e con il patrocinio della Provincia.

Le associazioni aderenti sono:
Caritas Tarvisina, Caritas di Vittorio Veneto, Caritas di Castelfranco e di Montebelluna, Croce Rossa di Conegliano, Don Aldo Cagnin, Società San Vincenzo de Paoli di Treviso, Società San Vincenzo de Paoli consiglio centrale di Vittorio Veneto, Centro Aiuto alla Vita di Treviso e Vittorio Veneto, Donne Senegalesi, Uomo Mondo, I Care, La Porta, Granello di Senapa, Apio, Coordinamento Treviso sud, Croce Rossa di Treviso, Coordinamento del Volontariato della Castellana, Cittadini Volontari-Coordinamento territoriale di Montebelluna.

Vai alla pagina ufficiale del progetto nel sito del Centro di servizio per il volontariato della provincia di Treviso per scaricare il modulo di adesione e rimanere aggiornato sugli sviluppi del progetto.

 
Paesaggio della Musica
Venerdì 01 Aprile 2011 11:59

 http://www.youtube.com/watch?v=INZVu0NGltY

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